I nostri Corsi

Per i soci e per gli iscritti alla Federazione Italiana Vela (FIV) sono disponibili corsi di vela, tenuti da istruttori federali, sia su derive (laser ed optimist) che su cabinati. I corsi sono divisi in base al livello di preparazione dell’allievo e si dividono in Avviamento, Perfezionamento ed Agonistica. Inoltre vi è un ulteriore divisione in base all’ età: 8/13 anni, 13/18 anni ed adulti.  

Laser

Il Laser è un natante da diporto o da regata, dotata di un’unica vela e di una deriva a baionetta, l’albero è composto da due pezzi uniti (parte bassa e parte alta, diversi per ogni classe di laser), senza sartiame, incastrato in una scassa. La preflessione dell’albero è regolata dal vang; è stato introdotto un nuovo circuito (Power Kit) che rinvia la base e il cunningham in una torretta a prua della deriva. Viene utilizzata anche nelle competizioni olimpiche, ed è una disciplina che richiede una grande preparazione atletica e nautica.

Optimist

Originariamente progettato nel 1947 da Clark Mills, il disegno dell’imbarcazione è molto semplice: è essenzialmente una scatola in vetroresina con una mastra rinforzata per il sostegno dell’albero chiamata “panchetta”. L’Optimist, per la sua struttura, vìola una serie di principî della buona progettazione di una barca a vela e il suo aspetto pittoresco con la prua mozza le è valso il soprannome di “vasca da bagno” o piuttosto “bagnarola”. Nonostante ciò ha delle sorprendenti caratteristiche di maneggevolezza in manovra ed è per questo che le scuole di vela utilizzano l’Optimist a scopo propedeutico. La vela è trapezoidale ed è sostenuta da un “picco” che va dall’angolo di penna al bozzello utile per cazzare e/o lascare il picco stesso. L’Optimist è utilizzato da principianti o velisti con età compresa tra i 6 e i 16 anni.

Cabinati

La barca a vela è un tipo di imbarcazione la cui propulsione è affidata principalmente allo sfruttamento del vento e in cui il motore riveste solo un’azione di supporto specialmente nelle manovre in porto. La vecchia legislazione definiva imbarcazione a vela con motore ausiliario le unità da diporto munite di motore (entro o fuori bordo) con potenza espressa in cv. inferiore al 50% della superficie velica misurata in metri quadrati (Es. superficie velica 80 m², potenza massima 40 cv.). Le unità con potenza maggiore sono definite motorsailer, questo tipo di imbarcazione affidano alle vele un ruolo secondario. Le barche a vela si possono distinguere in “derive”, vale a dire piccole barche, normalmente sotto i 5-6 metri, senza cabina e senza chiglia, destinate ad un uso sportivo o a brevi escursioni e “barche a chiglia” ovvero barche dotate di una chiglia appesantita (o bulbo) ed in genere attrezzate per una permanenza più lunga (ad esempio con spazi per cucinare, dormire, bagni, ecc.) e navigazioni a più ampio raggio. Le barche a vela possono essere monoscafo o multiscafo: se a due scafi vengono definite catamarani, se a tre scafi trimarani. I cabinati sono particolari tipi di barche a vela che, al posto della deriva, hanno come struttura equilibrante il cosiddetto bulbo, ossia una deriva fissa alla quale è saldato un peso (la cui massa cambia a seconda della superficie velica dell’imbarcazione) che evita la scuffia (rovesciamento) e controbilancia la spinta laterale del vento, che non contrastata, farebbe scarrocciare, cioè spostare lateralmente, lo scafo. I cabinati sono particolari tipi di barche a vela che, al posto della deriva, hanno come struttura equilibrante il cosiddetto bulbo, ossia una deriva fissa alla quale è saldato un peso (la cui massa cambia a seconda della superficie velica dell’imbarcazione) che evita la scuffia (rovesciamento) e controbilancia la spinta laterale del vento, che non contrastata, farebbe scarrocciare, cioè spostare lateralmente, lo scafo.